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| "Caccia allo sconto, boom per bancarelle e outlet" |
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- I DATI PRINCIPALI DEL RAPPORTO. Elevato turnover per gli esercizi al dettaglio con oltre 57.000 chiusure - tra cui molti fallimenti - e 54.000 nuove aperture per un saldo negativo di 3.336 unitą, calano gli occupati nel commercio (-17.000 unitą in media) come sintesi di una crescita dei dipendenti (+92.000 unitą) e un decremento degli indipendenti (-109.000), reggono le vendite nell'alimentare (+0,8%), flessione nel comparto non food (-1,7%), si rafforzano i gruppi stranieri (lo 0,2% di imprese realizza il 16% del fatturato del settore), boom dei mercati, consumatori sempre pił attenti ai prezzi, crescono grande distribuzione organizzata e grandi superfici specializzate: questi i dati pił significativi che emergono dal rapporto sul commercio in Italia nel 2005 realizzato dal Centro Studi Confcommercio. - CALO DELLE VENDITE. Il rapporto evidenzia, in particolare, come il ristagno della domanda interna abbia determinato un calo generalizzato dello 0,8% delle vendite del commercio al dettaglio che, nel segmento non food in particolare, mostra andamenti di segno opposto per gruppi di prodotto: negativi nell'abbigliamento (-1,2%), casalinghi (-2,1%), ferramenta e utensileria per la casa (-2,2%), mobili, tessili e arredo per la casa (-2,4%), altri prodotti (soprattutto orologi e gioielli -2,5%); positivi nell'elettronica di consumo (+4,3%) e nel comparto foto, ottica e pellicole (+4,8%). Anche le dinamiche relative allo stock di esercizi al dettaglio, pari a poco pił di 761.000 unitą e con un incremento del 3,5% tra il 2002 e il 2005, mostrano da un lato il continuo ridimensionamento numerico degli esercizi al dettaglio alimentare (-3,4%), in particolare quelli di piccole dimensioni, e i trend particolarmente positivi per il dettaglio non alimentare (+6,0%). Successo per il commercio ambulante che attrae sempre pił consumatori ma che "deve combattere - sottolinea l'organizzazione - la forte diffusione della componente rappresentata dai venditori abusivi, per lo pił immigrati, che sottraggono quote di domanda ai canali legali". Sempre pił diffusi anche gli hard discount. Dal 1999 i supermercati sono aumentati di 1.615 unitą, i grandi magazzini di 142 unitą e gli ipermercati di 112 unitą. In espansione anche gli outlet. - PIU' FORTI I GRUPPI ESTERI. In sviluppo anche le dinamiche dei gruppi esteri, in particolare quelli francesi, "la cui maggiore soliditą finanziaria - sottolinea Confcommercio - ha permesso di rafforzare la posizione nel mercato italiano". Sul totale delle imprese residenti in Italia, quelle straniere che operano nel commercio pur costituendo solo lo 0,2% realizzano un fatturato pari al 16% del totale, mentre in rapporto al totale delle sole imprese straniere quelle operanti nel sistema commerciale sono pari al 27% e realizzano il 30% dell'intero fatturato della componente estera. - CONFCOMMERCIO OTTIMISTA PER IL 2006. "Si prevede un contenuto miglioramento - sottolinea il Rapporto - dal lato della domanda per consumi delle famiglie nonostante siano ancora presenti alcuni elementi di incertezza accentuati dalla necessitą di spostare quote di spesa verso beni e servizi energetici i cui prezzi sono aumentati in misura sensibile nell'ultimo anno". Per Confcommercio, infine, "é sempre pił necessaria una politica mirata a favorire il permanere e il consolidamento delle piccole imprese sul mercato". |
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