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| "Carburanti: Approfondimenti" |
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I prezzi del petrolio potrebbero aver invertito la tendenza al rialzo dell’ultimo anno. Per numerosi analisti, infatti, la decisione dell’Opec, l’organizzazione alla quale aderiscono 11 tra i maggiori Paesi produttori di ”governare” il mercato, per contenerne i prezzi attraverso incrementi delle estrazioni, è la strada giusta per tenere il greggio a un livello di prezzo equilibrato. Attualmente l’Opec - che fornisce il 40% di tutta la produzione mondiale - estrae ogni giorno ufficialmente 27,5 milioni di barili di greggio. Secondo alcuni osservatori, tuttavia, le estrazioni reali sarebbero molto più generose e si attesterebbero oltre i 30 milioni di barili di greggio, con un ruolo ”espansivo” soprattutto dell’Arabia Saudita. Ad aprile - secondo queste valutazioni - l’Opec ha aumentato le sue estrazioni dello 0,9% rispetto a marzo portando le estrazioni al livello massimo rispetto ad ottobre del 2004. Un atteggiamento che ha convinto il mercato della possibilità che sia davvero arrivato il momento della discesa dei prezzi del greggio. E infatti nell’ultima settimana i prezzi sono diminuiti del 4,5%: a New York venerdì il prezzo barile è stato fissato a 48,67 dollari, mentre a Londra il Brent è sceso ai minimi da 12 settimane, a 47,71 dollari. A questi livelli si è giunti non solo per la convinzione che l’Opec continuerà a mantenere alto il livello della produzione, ma anche per il dato positivo delle scorte di greggio negli Usa che ad aprile si sono attestate al livello record di 329,7 milioni di barili, il 10% in più di aprile del 2004 e per i primi dati su un calo della domanda cinese. C'è però il timore che l'Opec in vista dell’estate possa mutare i propri orientamenti e riportare il livello di estrazioni quotidiane a livelli più bassi provocando una nuova impennata dei prezzi come quella seguita alla decisione di ridurre il surplus di produzione per un milione di barili giornalieri presa a dicembre scorso. Il mercato non ci crede più di tanto, anzi si aspetta che la prossima settimana possa proseguire la discesa del prezzo del barile fino a quota 45 dollari. Quello che, invece, non scende, o scende pochissimo, è il prezzo dei carburanti. Nelle ultime settimane sono rimasti sostanzialmente stabili. Solo l'Agip ha annunciato ieri un ribasso di 3 centesimi sulla benzina e di 2 cent sul gasolio e Q8 negli ultimi sette giorni ha tagliato di 0,017 euro la benzina e di 0,02 il diesel. La flessione dei prezzi del greggio fa ben sperare anche per la bolletta energetica italiana. Solo nel primo trimestre del 2005 il rincaro del petrolio è stato del 33,7%. Se non ci sarà un’inversione di tendenza la bolletta petrolifera raggiungerà a fine anno i 20 miliardi di euro, vale a dire 3 miliardi in più rispetto al 2004. Peraltro il prezzo impazzito del greggio è stato in parte mitigato dal supereuro. Senza una moneta europea forte l’incremento sarebbe stato del 40%. I consumi italiani continuano a scendere. La benzina solo a aprile ha avuto una flessione del 12,4%, chiudendo il primo quadrimestre con un 9,5%. E, nonostante una timida ripresa (+2,3%) dei consumi di gasolio, l'intera richiesta di carburanti (-13% anche il gpl) ha mostrato una flessione del 3,8% sia per quanto riguarda il mese di aprile sia per l'intero primo quadrimestre dell'anno. Un'indicazione che secondo l’Unione petrolifera può essere spiegata anche come un possibile «segnale di ciclo congiunturale recessivo». |
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