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| "Ortofrutta con cartellino obbligatorio" |
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La novità cade in un momento in cui il mercato ha messo in evidenza parecchie falle in tema di importazioni non controllate. Come nel caso dei mandarini taroccati: «in meno di un mese - commenta la Coldiretti - si è verificato un sequestro ogni 7 giorni di ingenti quantità di clementine, mandarini e arance spagnole o francesi spacciate per italiane sui mercati nazionali». L’Italia è leader europeo per quantità e qualità dei prodotti ortofrutticoli ma - osserva l’organizzazione degli agricoltori - vengono comunque importati ogni anno oltre 2 miliardi di chilogrammi di frutta e verdura delle più svariate provenienze che però spesso perdono sul mercato identità e origine. Così il consumatore pensando di acquistare pomodori campani o pugliesi, pesche romagnole, venete o campane, arance e verdure siciliane, clementine calabresi, frutta secca italiana, si porta a casa, senza saperlo, un prodotto belga, olandese, spagnolo, marocchino o turco. In più, attraverso etichette chiare tornano anche i prodotti di stagione che la globalizzazione del mercato ha messo in ombra. «Si può capire insomma - quali prodotti sono di stagione nelle nostre zone e quale è il momento migliore per acquistare ciliegie, pesche, uva da tavola, che non sono presenti in Italia dodici mesi all’anno». E anche controllare i rincari determinati da eventi atmosferici, così sarà più facile. (ANSA) - ROMA, 26 SET 2006 - Frutta e verdura prodotte in Italia sono "sicure". Solo sull'1,3% dei prodotti italiani ci sono quantità troppo alte di fitofarmaci. Tra i prodotti più contaminati: ciliegie, fragole, mele, sedano, e lattuga. Tra i più "puliti": clementine, albicocche, pomodori, fagioli e cipolle. La media italiana, migliorata negli anni, è più sicura di quella europea, che registra un tasso di contaminazione fuori legge del 5%. I campioni ortofrutticoli privi di residui, infatti, sono il 65,8%. Nel 2002, si sono verificati incrementi nelle importazioni dei prodotti ortofrutticoli in Italia rispetto al 2001: agrumi +21,4%, legumi e ortaggi +16,6%, frutta fresca +8,8%, frutta secca +4,9%. |
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