Chi siamo Esperto risponde Magazine on line Comunicati stampa Sedi regionali Downloads
Quesiti, progetti e FAQ Iscrizione Difesa consumatori Forum e Chat Links

"Ortofrutta con cartellino obbligatorio"
 


Multe più care da domani per produttori, grossisti e commercianti che venderanno frutta e verdura senza «pedigree». Per poter essere messi in vendita, i prodotti dell’orto dovranno, infatti, essere certificati. E da lunedì, diventerà quindi più stringente l’obbligo di esporre il cartellino con l’identikit di mele, pere, spinaci, pomodori, la borsa della spesa sarà un po’ più sicura. La stretta sulla certificazione di provenienza e di categoria della frutta è dovuta all’entrata in vigore di un decreto legislativo che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme dell’Unione europea in fatto di qualità e commercializzazione di frutta e verdura. Multe quindi più salate, da 550 a 15.500 euro, per le verdure e la frutta clandestine, di provenienza incerta o prive di informazioni corrette. Oltre al prezzo e all’origine, il cartellino deve prevedere anche la varietà (ad esempio mele golden, stark o annurca), nonché la categoria: 1 se la merce è migliore, 2 se lo è un po’ meno, 3 nel caso di prodotti colpiti da eventi atmosferici negativi. E ancora, i consumatori troveranno notizie anche sul calibro (grandezza), e la maculazione. A dover essere etichettati sono sia i prodotti venduti sfusi sia quelli confezionati, con indicazioni «chiare e leggibili» come stabilito dal regolamento Ue, con informazioni su identificazione, natura del prodotto, origine del prodotto, caratteristiche commerciali.

La novità cade in un momento in cui il mercato ha messo in evidenza parecchie falle in tema di importazioni non controllate. Come nel caso dei mandarini taroccati: «in meno di un mese - commenta la Coldiretti - si è verificato un sequestro ogni 7 giorni di ingenti quantità di clementine, mandarini e arance spagnole o francesi spacciate per italiane sui mercati nazionali». L’Italia è leader europeo per quantità e qualità dei prodotti ortofrutticoli ma - osserva l’organizzazione degli agricoltori - vengono comunque importati ogni anno oltre 2 miliardi di chilogrammi di frutta e verdura delle più svariate provenienze che però spesso perdono sul mercato identità e origine. Così il consumatore pensando di acquistare pomodori campani o pugliesi, pesche romagnole, venete o campane, arance e verdure siciliane, clementine calabresi, frutta secca italiana, si porta a casa, senza saperlo, un prodotto belga, olandese, spagnolo, marocchino o turco.

In più, attraverso etichette chiare tornano anche i prodotti di stagione che la globalizzazione del mercato ha messo in ombra. «Si può capire insomma -  quali prodotti sono di stagione nelle nostre zone e quale è il momento migliore per acquistare ciliegie, pesche, uva da tavola, che non sono presenti in Italia dodici mesi all’anno». E anche controllare i rincari determinati da eventi atmosferici, così sarà più facile.

(ANSA) - ROMA, 26 SET 2006 - Frutta e verdura prodotte in Italia sono "sicure". Solo sull'1,3% dei prodotti italiani ci sono quantità troppo alte di fitofarmaci. Tra i prodotti più contaminati: ciliegie, fragole, mele, sedano, e lattuga. Tra i più "puliti": clementine, albicocche, pomodori, fagioli e cipolle. La media italiana, migliorata negli anni, è più sicura di quella europea, che registra un tasso di contaminazione fuori legge del 5%. I campioni ortofrutticoli privi di residui, infatti, sono il 65,8%.

Nel 2002, si sono verificati incrementi nelle importazioni dei prodotti ortofrutticoli in Italia rispetto al 2001: agrumi +21,4%, legumi e ortaggi +16,6%, frutta fresca +8,8%, frutta secca +4,9%.

Torna alla Home Page


I SITI DEL GRUPPO TELEFONO BLU: Telefono Blu - SOS Viaggiatore - Città Sicure - Telefono H - SOS Vacanze

Copyright © Telefono Blu SOS Consumatori 2002-2005e

free web page hit counter