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"Saranno più tutelati i compratori di case"
 


Entro il febbraio 2005 il Governo dovrà emanare un decreto legislativo per tutelare meglio gli acquirenti delle case che devono essere costruite o la cui costruzione deve essere ultimata. Lo prevede la legge n. 210/2004 che in questo modo ha messo argine alle numerose truffe “legali” di cui rimangono vittime gli acquirenti di case. Per le case in via di ultimazione il trucco più semplice è il seguente: si vendono le case, si incassano i soldi e, prima di stipulare il rogito notarile, si accende un ipoteca sulle stesse case con una banca per incassare i soldi, poi si mette tutto il denaro al sicuro e si dichiara fallimento senza fare il rogito. La banca diventa proprietaria degli immobili e i compratori si ritrovano con un pugno di mosche, non potendo fare altro che inserirsi nel fallimento per cercare di recuperare qualche cosa (ma è improbabile) con lungaggini procedurali indescrivibili e spendendo altri soldi per l’avvocato. Sostanzialmente è una “truffa legale”, non è vietata da alcuna norma e un analogo rischio si corre entrando in una cooperativa edilizia.

Comprare una casa prima ancora che sia costruita è ancora più rischioso e bisogna diffidare soprattutto delle inserzioni pubblicitarie estremamente allettanti, del tipo “stupende ville a schiera a partire da 80.000 euro”. Ma le stupende ville devono essere ancora costruite poiché c’è solo l’appezzamento di terreno, spesso non completamente in regola con autorizzazioni e licenze. Nel compromesso di vendita firmato dal prenotante il termine consegna a due o tre anni di distanza è solo “indicativo”, mentre l’anticipo deve essere versato subito e cosi pure le cambiali, almeno per una certa quota del prezzo. Passati i due o tre anni, l’appezzamento di terreno è ancora li, e l’unica cosa che vi è cresciuta sono le erbacce e canneti, mentre gli effetti cambiari vengono messi regolarmente all’incasso. In sostanza, tutta l’operazione poggia come al solito sulla filosofia del “prendi i soldi e scappa”, poiché è inutile scrivere o telefonare, gli amministratori si negano, la richiesta di risoluzione del contratto rimane inevasa e prima o poi la società dichiara fallimento e non si recupera niente.

Ora la nuova legge ha stabilito l’obbligo per l’impresa costruttrice di presentare una fideiussione di importo pari alle somme chieste agli acquirenti delle case e prima del contratto preliminare di acquisto. Se qualche cosa va male, le somme versate saranno così restituite “sollecitamente” ai mancati acquirenti. Il decreto legislativo da emanare dovrà altresì stabilire forme e garanzie di risarcimento all’acquirente in caso di vizi e difformità che si manifestassero nelle case vendute e costruite in fretta con materiali scadenti. A tale proposito, nel compromesso dovranno essere specificati analiticamente i materiali costruttivi.

 

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