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| "Saranno più tutelati i compratori di case" |
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Comprare una casa prima ancora che sia costruita è ancora più rischioso e bisogna diffidare soprattutto delle inserzioni pubblicitarie estremamente allettanti, del tipo “stupende ville a schiera a partire da 80.000 euro”. Ma le stupende ville devono essere ancora costruite poiché c’è solo l’appezzamento di terreno, spesso non completamente in regola con autorizzazioni e licenze. Nel compromesso di vendita firmato dal prenotante il termine consegna a due o tre anni di distanza è solo “indicativo”, mentre l’anticipo deve essere versato subito e cosi pure le cambiali, almeno per una certa quota del prezzo. Passati i due o tre anni, l’appezzamento di terreno è ancora li, e l’unica cosa che vi è cresciuta sono le erbacce e canneti, mentre gli effetti cambiari vengono messi regolarmente all’incasso. In sostanza, tutta l’operazione poggia come al solito sulla filosofia del “prendi i soldi e scappa”, poiché è inutile scrivere o telefonare, gli amministratori si negano, la richiesta di risoluzione del contratto rimane inevasa e prima o poi la società dichiara fallimento e non si recupera niente. Ora la nuova
legge ha stabilito l’obbligo per l’impresa costruttrice di presentare una
fideiussione di importo pari alle somme chieste agli acquirenti delle case e
prima del contratto preliminare di acquisto. Se qualche cosa va male, le somme
versate saranno così restituite “sollecitamente” ai mancati acquirenti. Il
decreto legislativo da emanare dovrà altresì stabilire forme e garanzie di
risarcimento all’acquirente in caso di vizi e difformità che si manifestassero
nelle case vendute e costruite in fretta con materiali scadenti. A tale
proposito, nel compromesso dovranno essere specificati analiticamente i
materiali costruttivi. |
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