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Torroncini con vermi, torte con scarafaggi e perfino pop-corn con un topo
morto nella busta. Sono questi gli esempi più clamorosi del primo dossier
sulle frodi alimentari in Italia.
Il rapporto "truffe a tavola 2004" è stato elaborato sulla base dei rapporti
dei Nas (Nuclei antisofisticazione dei carabinieri), dell’Ispettorato
repressione frodi e dell’elenco delle sentenze in materia passate in
giudicato. Si scopre così che, secondo il rapporto nel 2002, il valore dei
sequestri effettuati dai Carabinieri durante le ispezioni nel settore
alimentare è di oltre 102 milioni di euro. Sono state invece 15002 le
infrazioni accertate, 8.299 le persone segnalate alle autorità e 47 quelle
arrestate, con 807 chiusure ordinate durante indagini tra supermercati, mense,
allevamenti zootecnici, macellerie, e mercati ortofrutticoli. Nel dossier ci
sono casi che sfiorano il livello del surreale, oltre che quello del disgusto.
Il settore dell’allevamento manifesta i problemi maggiori, tra uova destinate
al consumo animale vendute agli uomini, medicinali importati dalla Cina e
somministrati illegalmente agli animali, carni brasiliane vendute come
nazionali e prodotti scaduti, rietichettati e messi in commercio. Al menu
degli "orrori" non sfuggono i cibi che finoscono abitualmente sulle tavole,
dal pane con presenza di fibre di amianto a riso e dolci pieni di insetti,
fino a pasta industriale camuffata dalla dicitura "fatta in casa" o al topo
morto ritrovato dentro una busta di pop-corn. Ci sono poi Organismi
Geneticamente Modificati (Ogm) presenti oltre il limite di legge nei biscotti
e nel gelato e prodotti ricavati con agricoltura convenzionale e venduti come
"biologici". Alla frode non sfugge neanche il pesce, on l’esempio classico dei
molluschi provenienti da allevamenti abusivi e situati in mezzo ad acque
inquinate.
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