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| "Istat: gli italiani più ricchi sono emiliani, i più poveri campani" |
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Tra il 1995 e il 2002 il reddito disponibile delle famiglie si è concentrato per il 53% al Nord, per il 26% al Mezzogiorno e per il restante 21% al Centro. La ricchezza resta, dunque una prerogativa delle regioni settentrionali che hanno però perso un punto percentuale a tutto vantaggio di quelle meridionali. Mentre le regioni centrali sono rimaste sostanzialmente stabili. Per quanto riguarda il reddito disponibile, il Mezzogiorno ha registrato la crescita più sostenuta (31,6%) mentre quella più debole si riscontra nel Nord Ovest (25,3%). Ma c’è ancora il gap tra famiglie del Nord-Ovest e quelle del Sud: (nel 2002 era pari all’84%). E le imposte correnti? In sette anni sono aumentate del 37,7% a livello nazionale , e i contributi sociali del 15,3% contro un aumento del 38,8% delle prestazioni sociali. Soprattutto nel Mezzogiorno, dove le imposte sono cresciute del 48,8% e i contributi sociali del 22,8%. Ma la forbice tra Nord e Sud va gradualmente riducendosi: la distanza era, infatti, di 4 punti nel 1995 e si è ridotta a 3,4 nel 2002. Infine, la classifica dei redditi procapite nel 2000: al top gli emiliani (17.700 euro annui, seguono il Trentino Alto Adige (17.500), la Valle d’Aosta (17.300) e la Lombardia (17.200). Ultima la Campania (9.800) preceduta da Calabria, Sicilia e Puglia. |
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