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| "Antitrust: 8 mln di multe in 2 anni per raggiri a danno dei consumatori" |
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Rischi in tlc e turismo. Chi vuole dimagrire è consumatore debole Un nuovo ufficio ad hoc per contrastare i raggiri a danno di consumatori e imprese (più di due milioni di euro le multe inflitte solo nei primi sei mesi del 2007), in attesa di poter esercitare nuovi e più ampi poteri: possibilità di comminare sanzioni fino a 200mila euro (oggi il massimo è 100mila), e di agire d'ufficio anche con ispezioni mirate. L'antitrust annuncia che le nuove misure per combattere pratiche sleali e pubblicità ingannevole "metteranno in condizione gli uffici del garante, una volta approvati i regolamenti interni, di effettuare interventi a favore dei consumatori più efficaci e rapidi". Tre i settori più a rischio raggiro, secondo il Garante. TELECOMUNICAZIONI- Esaminati 124 casi di pubblicità ingannevole tra il 2005 e giugno 2007, solo in 11 non c'è stata violazione. Il risultato è 2.782.500 di euro multe comminate. Il giudizio è un "alto livello di scorrettezza dei messaggi pubblicitari del settore". Da gennaio a giugno di quest'anno, sono stati dibattuti 19 casi: 17 risultati ingannevoli. Le sanzioni ammontano a 696.500 euro. Secondo il garante, nella telefonia fissa e mobile il fenomeno raggiri è "grave", "vista l'estrema varietà ed evoluzione delle offerte commerciali che generano disorientamento nel consumatore". Occorrerebbero invece "messaggi completi e chiari". Le maggiori lacune informative - sottolinea l'Antitrust - che generano l'ingannevolezza dei messaggi riguardano: costi 'mimetizzati' (costi e condizioni dell'offerta pubblicizzata che il messaggio omette), livello tecnologico necessario per usufruire di alcuni servizi (necessità di verificare la copertura del segnale trasmissivo del servizio offerto, come nel caso dei servizi umts o per la visione della tv sul proprio cellulare), offerte cosiddette 'per sempre', (ingannevoli perché in realtà è previsto un termine entro il quale il servizio va utilizzato a quel prezzo), e gli obblighi nascosti (ad esempio deve essere chiaro quando, per poter usufruire delle offerte o di un cellulare alle condizioni reclamizzate, bisogna aderire a determinati piani tariffari per un determinato periodo di tempo). TURISMO - Il totale delle multe inflitte, dal 2005 a giugno 2007, per pubblicità ingannevole nel settore turistico ammonta a 201.600 mila euro. I raggiri si fanno soprattutto su internet e riguardano spesso alberghi che si aggiungono stelle a cui non hanno diritto. Nell'ultimo anno e mezzo, 19 dei 20 procedimenti aperti dall'Autorità si sono conclusi "con una decisione di ingannevolezza". Si tratta di violazioni che riguardano principalmente messaggi su strutture alberghiere, villaggi turistici, centri benessere, tariffe aeree, crociere, pacchetti vacanze. La descrizione delle strutture sui rispettivi siti - spiega l'Antitrust - appare omissiva o completamente falsa, in ogni caso induce in errore il consumatore, che non ha elementi per valutare l'offerta o addirittura ha informazioni false". Numerosi procedimenti riguardano poi "la descrizione dei villaggi turistici sui cataloghi dei tour operator, all'interno dei quali le descrizioni spesso si discostano in maniera eclatante dalla realtà". PRODOTTI DIMAGRANTI E PSEUDO FARMACI - In 35 casi l'Autorità ha comminato multe per oltre 1.140.000 euro per pubblicità ingannevole di prodotti dimagranti, integratori alimentari e pseudo farmaci tra il 2005 e giugno 2007. Di solito i messaggi pubblicitari incriminati riguardano prodotti che produrrebbero "effetti dimagranti o tonificanti senza bisogno di seguire diete o di svolgere attività fisica". Messaggi che omettono informazioni: per l'Autorità non fornire indicazioni sulla necessità di consultare preventivamente un medico e altre avvertenze, come attenersi alle dosi consigliate e non fare un uso prolungato del farmaco, "può indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza, con conseguente pericolo per la salute". In un caso specifico, l'Autorità ha inflitto la sanzione stabilendo un principio: "i consumatori con problemi di peso e cellulite si trovano in una situazione di particolare debolezza psicologica. Dunque sono consumatori deboli da tutelare con sanzioni più alte". |
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