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01 FEB
2007 - "Multe seriali in zone a traffico limitato: pronuncia della
Consulta". Un'altra buona notizia. Telefono Blu Consumatori già pronto per i
ricorsi.
Telefono Blu annuncia un’altra attesa buona notizia per migliaia di
automobilisti italiani. Finalmente il dibattito sulle infrazioni ravvicinate
nel tempo, le c.d. multe seriali, nelle zone a traffico limitato, ha
generato una pronuncia autorevole.
Con ordinanza n. 14 del 26 gennaio 2007 la Corte Costituzionale ha rigettato
la questione di legittimità costituzionale dell'art. 198, comma 2, del
Codice della Strada, sollevata dal Giudice di Pace di Milano, nella parte in
cui, per le infrazioni commesse nelle zone a traffico limitato, non consente
al giudice, in caso di più violazioni della stessa disposizione, di irrogare
una sola sanzione sia pure aumentata fino al triplo, per violazione del
principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione. Il
principio contenuto nell'art. 8-bis, comma 4, della Legge 689/1981 in base
al quale «le violazioni amministrative successive alla prima non sono
valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi
ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria» trova dunque
applicazione anche nel caso delle infrazioni seriali nelle ZTL.
In altre parole, se un automobilista commetterà più infrazioni in un
ragionevole breve lasso di tempo all’interno di una ZTL, la sanzione
applicabile sarà una sola, aumentata fino al triplo. Gli automobilisti
eviteranno, dunque, decine e decine di multe notificate dopo tanti mesi dal
giorno dell’infrazione.
Gli
ausiliari del traffico possono fare solo alcune multe"
Molti automobilisti credono ancora che i cosiddetti “ausiliari del
traffico” non possano fare le multe e chiedono lumi per fare ricorso. E’
inutile, si perdono tempo e soldi, a meno che siano multe che gli ausiliari
non possono fare.
Veramente fino al 1999 si poteva ricorrere a causa di un pasticcio
normativo: la legge che aveva istituito gli ausiliari non aveva previsto la
loro qualifica di “pubblici ufficiali”, ma poi la questione è stata sanata
dalla legge n. 488/1999, che ha riconosciuto la piena validità dei verbali
degli ausiliari del traffico, purché nominativamente designati dal sindaco.
Con ciò erano diventati anch’essi pubblici ufficiali, ma qualcuno trovò un
altro cavillo: se gli ausiliari sono equiparati ai pubblici ufficiali, in
base all’art. 97 della Costituzione dovevano essere assunti per concorso
pubblico e non nominati dal sindaco, quindi la loro funzione era
illegittima. Il cavillo fu portato davanti alla Corte costituzionale, che
con una sentenza (n. 43/2001) l’ha rigettato osservando che l’obbligo del
concorso pubblico vale per le assunzioni negli uffici dell’amministrazione
pubblica e non per chi svolge un servizio esterno come gli ausiliari. La
questione è ora definitivamente chiusa, ma va ricordato che vi sono tre tipi
di ausiliari, con competenze diverse:
-
I dipendenti delle società
delegate alla gestione dei parcheggi
possono verbalizzare solo le soste senza ticket all’interno dell’area;
-
I dipendenti comunali
designati possono verbalizzare i divieti di sosta sulle strade comunali;
-
I controllori di autobus e
tram possono verbalizzare sia la sosta
sia la circolazione vietata nelle corsie riservate ai mezzi pubblici.
Diversamente dai casi esposti, il verbale è impugnabile.
Discorso a parte merita la sentenza del GDP di Roma ove ha ritenuto
illegittima ordinanza sindacale per impossibilità del sindaco a nominare
personale ispettivo a seguito 'abrogazione della legge 142/90 che di fatto
limita i poteri sindacali, non solo, il GDP Romano è andato ben oltre,
delegittimando le contestazione dei controllori di autobus e tram fatte nel
centro abitato perchè oltrepassavano le proprie competenze , limitate alle
sole contestazioni fuori dai centri abitati, sanciti dagli articoli 6-7-17
comma 133 legge 127/97.
13 FEB 2006
- Come tentare di evitare una multa in quattro mosse.
Si stanno moltiplicando i sistemi di rilevazione delle presunte infrazioni
con le nuove tecnologie al tradizionale autovelox si aggiungono vigili
elettronici nelle città, il Tutor in Autostrada e il rilevatore di multa del
passaggio con rosso detto Photo Red. Un vero accanimento che spesso non ha
nulla a che vedere con la prevenzione degli incidenti, ma piuttosto sembra
per...
Sono due le strade da percorrere. La prima ci si rivolge al Prefetto della
Provincia in cui è avvenuta la presunta infrazione,la seconda al Giudice di
Pace, con una sostanziale differenza: nel primo caso in caso di rigetto la
multa raddoppia nel secondo non è detto. Il ricorso deve essere presentato
entro 60 giorni dalla notifica e consegna verbale, che però deve avvenire
entro 150 giorni dall'accertamento, senza il rispetto di questo termine non
si deve nulla.
Si può avere la meglio in una contravvenzione per eccesso di velocità
verificato attraverso autovelox senza contestazione diretta, ma come in
tutto il diritto italiano, bisogna vedere caso per caso, ultimamente vi sono
state sentenze della cassazione che hanno puntato a smentire questa
opportunità. Altro caso tipico è quello del divieto di sosta quando si
riesce a dimostrare che nel cartello mancava l'autorizzazione del Comune.
Anche quando si riceve un verbale per una infrazione commessa in un luogo e
in un tempo in cui non si era presenti, ma anche in questo caso occorre
l'onere della prova, dimostrando che si era da un altra parte con certa
testimonianza. Regola fondamentale è che si presenti ricorso con una
documentazione precisa e puntuale, basata sui fatti e con i testimoni.
12 DIC
2005 - Controllo velocità, no al telelaser. Strumento ritenuto illegale
perché manovrato da un agente.
La misurazione della velocita' con il Telelaser e' illegale
perche' l'apparecchio, manovrato dall'agente, porterebbe anche all'errore
umano. Il magistrato ha accolto il ricorso contro una multa di 343 euro e la
decurtazione di 10 punti, presentato dal legale di uno studente, che fini'
con la sua auto nel mirino del telelaser puntato da un agente, distante 600
metri. Da qui, il ricorso al giudice di pace che l'ha accettato, cancellando
la sanzione e restituendo i punti della patente al ragazzo.
17 NOV 2005
- Soddisfazione per l'iniziale modifica
apportata alla Camera per l'uso degli Autovelox e la patente a punti.
Gli aspetti più positivi sono: no a decurtazione punti per chi supera
i limiti di velocità in città ma solo sanzione maggiore, accettando il
principio della minore pericolosità in aree urbane. No all'uso di autovelox
in strade extraurbane da parte della polizia municipale, una vera "pandemia"
che ha colpito ingiustificatamente centinaia di migliaia di automobilisti
che non arrecavano alcun pericolo ed infine probabile irretroattività di
questo provvedimento con cancellazione dei punti tolti alla patente per i
"presunti trasgressori".
16 NOV 2005 -
Pedone non multabile se la striscia è poco visibile.
Lo ha deciso sentenza di
Cassazione che ha ribaltato la tesi per cui il codice della strada pone a
carico del pedone il dovere di verificare la presenza della segnaletica.
16 NOV 2005 -
Patente a punti: la Camera approva il Decreto Legislativo, ora torna al senato
tra le novità, limiti autovelox e passaggi proprietà meno cari.
Via libera della Camera al decreto sulla patente a punti che ora torna passa
al Senato per l'approvazione definitiva prima della scandenza prevista per il
20 novembre. Montecitorio ha introdotto alcune novita' attraverso
l'approvazione di una serie di emendamenti proposti da maggioranza e
opposizione: limitato l'uso dell'Autovelox sulle strade extraurbane, passaggi
di proprieta' piu' economici eliminando l'atto notarile e nessuna decurtazione
di punti sulla patente per chi supera il limite di velocita' nei centri
urbani.
30 OTT 2005 - Tre punti in meno
dalla patente di automobilisti e motociclisti che circolano con mezzi non
perfettamente funzionanti o con alterazioni in alcune caratteristiche
costruttive o funzionali. Lo prevede il codice della strada. Oltre ai 3
punti tolti dalla patente sono previste anche anche sanzioni da 71 a 286
euro, che lieviteranno da 1.000 a 10.000 euro se il veicolo è utilizzato per
competizioni.
03 OTT
2005. Un automobilista può essere multato diverse volte per la stessa
violazione al codice della strada.
Per esempio, parcheggiare nello stesso
giorno l'auto in sosta vietata per 10 volte in diverse parti della città,
comporterebbe la contestazione di 10 infrazioni con relative multe.
L'art. 8 della legge 689/1981, da' all'automobilista una via di uscita,
infatti, la norma prevede che chi "commette più violazioni della stessa
disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave,
aumentata sino al triplo." In pratica si dovranno pagare solo 3 multe per
divieto di sosta invece delle 10 comminate. Ovviamente quando
l'automobilista si vedrà recapitare a casa le 10 multe dovrà fare ricorso al
giudice di pace per poter usufruire dello "sconto multa".
12 OTT 2005 - Multe con
autovelox
Alcune precisazioni di fronte alla incerta situazione delle modifiche ed
integrazioni Codice Strada
Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che non si
possono togliere i punti dalla patente al proprietario del veicolo che
dichiara di non ricordare chi era al volante della vettura quando è stata
commessa l’infrazione. Il verbale arriva dopo 4 mesi e nel caso di auto
usata da più persone diventa difficile ricordare . Insieme al verbale arriva
anche un modulo ove indicare che non ricorda chi era al veicolo in questo
modo non vengono tolti i punti ma in cambio paga una multa di 357 euro.
Per un ricorso contro l'autovelox piazzato spesso per fare cassa occorre
sapere:
- La presenza di un autovelox non deve essere segnalata agli automobilisti
tranne quando si tratta di apparecchio automatico installato su autostrade e
strade extraurbane principali che non sono di competenza dei Comuni e questa
è un vero e proprio abuso per cui cercheremo di modificare la norma.
- Gli autovelox automatici del tipo 105/se e 104/c-2 non richiedono la
presenza di agenti. Altra follia.
- Per le infrazioni rilevate con qualsiasi tipo di Autovelox l'automobilista
non deve essere più fermato per la contestazione immediata della
contravvenzione.
- Sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento
(di competenza dei comuni) l'installazione degli autovelox deve essere
autorizzata dal Prefetto e non può essere a discrezione dei Comuni o dei
Vigili Urbani. Quindi ci si può informare in prefettura sulla eventuale
assenza di autorizzazione e impugnare la contravvenzione.
- Sulle strade urbane di quartiere non possono essere installati autovelox e
quindi tutte le relative multe sono illegittime.
5 OTT 2005 - Inizia una nuova
battaglia di Telefono Blu Sos Consumatori in nome del diritto alla mobilità.
Da Novembre del 2005, l’associazione ricorda di avere ricevuto oltre 80mila
segnalazioni di contravvenzioni agli automobilisti basate su principi che non
puntano alla prevenzione di un reato ma bensì a raccogliere fondi per gli
emissari (comuni in testa) con sanzioni che difficilmente trovano
giustificazione in un sistema giuridico affermato. Anzi, sostiene Telefono Blu
che continua a raccogliere le proteste dei malcapitati al centralino
199.44.33.78 e soprattutto dal portale
www.sosviaggiatore.com e ai centralini regionali di tutta Italia, le
contravvenzioni, come nel caso recente di Bergamo, offendono il comune senso
di rispetto della relazione fra cittadino ed amministrazione e spesso non
colpiscono i veri indisciplinati ecc. Per capirci è sempre il signor Mario
Rossi (un buon padre di famiglia) che paga . Dopo le vacanze estive vi è stata
una corsa esibizionistica nel proporre trappole di tutti i tipi, da divieti di
velocità ai 50 km su tre corsie, all'installazione di sistemi elettronici
pronti a colpire il trasgressore dei 51 km orari. Ora la nuova campagna punta
il dito sull’art.198
comma 2 del Codice della Strada ove stabilisce: “…. Nelle zone a traffico
limitato, il trasgressore ai divieti di accesso e agli alri singoli obblighi
e divieti e limitazioni soggiace alle sanzioni previste per ogni singola
violazione“. Il che tradotto vuol dire che se per caso un turista, un
viaggiatore ecc. finesse in una zona a limitazioni magari non del tutto
segnalata per uscirne dalla stessa viene punito con due sanzioni uguali per
la stessa trasgressione, non avendo il medesimo altre vie di fuga. Un
assurdo giuridico, che vede, secondo i primi accertamenti di Telefono Blu
atteggiamenti sanzionatori differenti da Comune a Comune e che l’associazione
vuole modificare a colpi di sentenze dei Giudici di Pace e anche con il
possibile intervento legislativo sulla stessa finanziaria di qualche buon
deputato o senatore. Per questo l’associazione a tutela dei consumatori
automobilisti lancia un appello a contestare tutte queste multe rivolgendosi
ai nostri uffici per le azioni necessarie.
16 SET 2005 - La battaglia vera contro il carovita si combatte anche così, interviene entusiasta Telefono Blu Sos Consumatori, che aveva lanciato a novembre 2004,
la campagna per il diritto alla mobilità e contro le vessazioni delle multe ingiustificabili. Palazzo Chigi ha finalmente firmato il decreto che restituisce i punti
patente tolti agli automobilisti che non avevano segnalato l’identità del guidatore con l’uso dei multavelox e sistemi elettronici vari. Il decreto introduce anche
la deroga alla detrazione, ecc. Nel caso in cui vi siano evidenti motivi che impediscano di sapere chi era effettivamente alla guida, in questo modo si eviterà una
sanzione di 2000 euro almeno. Giustizia in parte secondo l’associazione che al centralino 06 3751 8881 e gli altri regionali in 10 mesi ha mobilitato non meno di
50mila automobilisti consumatori colpiti dalle sanzioni. Pierre Orsoni, presidente dell'associazione che invita a fare ricorsi a tutto campo, sostiene che questa è
un'altra vittoria, ma non basta, occorre riaffermare.
Come dai primi commenti da noi forniti, interviene Telefono Blu Sos Consumatori, che da mesi aiuta decine di migliaia di ricorrenti in
ogni provincia d'Italia, confermiamo che l'ultima sentenza non determina in nessun modo il termine del contenzioso fra le decine di migliaia di automobilisti
consumatori multati e le amministrazioni. I collegi legali della associazione infatti hanno stilato un documento che rendono pubblico: "Se è vero che la
recente pronuncia della Corte di Cassazione ha statuito circa un’ipotesi contemplata all’art. 201 comma 1 bis cod. strada per cui la contestazione immediata
non sarebbe obbligatoria in talune ipotesi tra cui “accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli
organi di Polizia Stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successiv….”, tuttavia questa pronuncia non
deve far dimenticare che la regola generale in materia di contestazione delle infrazioni è quella dettata dall’art. 200. Una multa non è valida se non viene
contestata immediatamente al trasgressore e ciò a garanzia dei diritti degli automobilisti; i casi indicati all’art. 201 comma 1 bis cod. strada rimangono delle
eccezioni in quanto gli agenti hanno l’obbligo di fermare subito il trasgressore e quando ciò sia impossibile devono spiegarne i motivi sul verbale che altrimenti
sarebbe annullabile a seguito di un ricorso "Il che vuol dire che non c'è alcune certa riabilitazione degli apparecchi multavelox fuori norma, che non esiste
di fatto nessuna preclusione ai ricorsi. Anzi, afferma l'avv. Vittorio
Buonaguidi, assisteremo ad altre sentenze ed altri ricorsi. Insomma termina la
nota. La battaglia per stabilire un principio di equità è tutt'altro che
finita. I cittadini italiani vogliono sapere se le multe sono fatte per
prevenzione agli incidenti, per la sicurezza o per "fare cassa". Non
dimentichiamo che la media che tutti riconoscono di entrata per multe dei
comuni italiani si attesta al 20%. Non siamo certo noi ad invitare alla
disobbedienza, ma sicuramente vogliamo equità.
L'indagine del Prefetto e della Magistratura di Roma, stanno mettendo
all'indice il fenomeno degli ausiliari del traffico. Queste "figure non
professionalizzate", mai effettivamente gradite dai cittadini, di fatto
colpiscono duramente il reddito delle famiglie e dei consumatori con
contravvenzioni salate per reati minori e a volte inevitabili. Le ditte in
subappalto traggono profitto dalla percentuale e spesso gli accertatori sono
invisibili e l'ammontare delle multe e il loro uso non "trasparente". L'invito
pertanto è a fare ricorso con l'assistenza dei nostri uffici legali.
Ricorrere ad una contravvenzione non è facile, bisogna saper fare la
contestazione e in causa occorre la presenza di un legale. Ricorrere non è
sempre impossibile, occorre una attenta lettura del verbale di contestazione,
e preparando una specifico ricorso. Sos Consumatori Telefono Blu presente con
i propri collegi legali in tutta Italia è in grado di fornire questo servizio.
Consulenza ed assistenza ricorsi avverso al Codice della strada prefetto,
giudice di pace, tribunale, commissione tributaria assistenza legale in caso
d’incidente stradale; per interventi presso le Amministrazioni pubbliche;
recupero di somme indebitamente pagate per sanzioni amministrative (multe) non
dovute; opposizione ai verbali di accertamento per “contravvenzioni” al Codice
della Strada Contestazioni multe, ingiunzioni, ordinanze, ecc. per
irregolarità.
E' necessario ricorrere quando si pensa di avere subito un'ingiustizia ma è
importante essere sicuri di saper fare il ricorso e di avere delle
possibilità. In ogni provincia d'Italia siamo in grado di assisterti.
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