![]() | |
|
|
|
| Chi siamo | Esperto risponde | Magazine on line | Comunicati stampa | Sedi regionali | Downloads |
| Quesiti, progetti e FAQ | Iscrizione | Difesa consumatori | Forum e Chat | Links | |
|
|
|
| "Le parcelle degli avvocati" |
|
|
|
|
|
Innanzi tutto, se si ha un avvocato di fiducia del quale si è già sperimentata la correttezza non conviene cambiarlo con un altro che si propone come "specialista" della materia o che è consigliato da amici e conoscenti, perché non si sa come va a finire. Se non si ha l'avvocato di fiducia, conviene chiedere una "nota preventiva" scritta di tutte le spese cui si andrà prevedibilmente incontro. Mentre in Italia è vietato all'avvocato lavorare "a percentuale" sull'importo che, forse, riscuoterà il cliente a causa vinta, non è vietato che rilasci una nota preventiva, che non ha un valore assoluto, perché le spese possono aumentare imprevedibilmente, ma è già qualcosa. L'avvocato può anche impegnarsi per iscritto ad applicare sulle varie voci le tariffe minime stabilite dal tariffario ufficiale, che va da un minimo ad un massimo, con un divario notevolissimo la cui applicazione è praticamente a discrezione dell'avvocato; l'impegno a chiedere tariffe minime non è vietato e in questo modo il cliente avrebbe la sicurezza di evitare parcelle esorbitanti. E' da tenere presente che nel tariffario ufficiale vi sono circa 80 voci relative alle spese o "diritti" degli avvocati, anche per le minime attività svolte, come i contatti con il cliente o la formazione dei fascicoli. E' meglio
quindi limitare allo stretto necessario le telefonate all'avvocato, i fax o,
peggio, le visite in studio. Una seduta in studio per discutere l'udienza può
gonfiare facilmente la parcella di 300 euro e altrettanto facilmente 1'udienza
si può concludere poi con un rinvio, E' invece opportuno che il cliente sia
presente alle udienze (non incide sulla parcella), sia per vedere di persona
come si evolve la causa sia per verificare il comportamento dell'avvocato, che
con la presenza del cliente sarà stimolato ad operare bene, Se si consegnano
documenti utili alla causa, è bene farsi rilasciare ricevuta con la
descrizione precisa, perché a volte gli avvocati sono distratti e non
presentano o perdono documenti importanti per la causa. Ciò serve a contestare
la parcella, eventualmente anche davanti all'Ordine provinciale degli
avvocati, chiedendo un giudizio di merito. Se l'Ordine provinciale risponde
negativamente, il cliente può fare un ulteriore ricorso al Consiglio nazionale
forense di Roma. |
||
| |||||
| Copyright © Telefono Blu SOS Consumatori 2002-2005e | |||||
|
|
|||||
|
|
|
||||