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"Poche auto, meno rischi per tutti"
 

Andare in bici non solo è bello, ecologico e utile per tenersi in forma: riduce anche il numero di vittime della strada. “Entro il 2010, secondo le richieste dell’Unione Europea, anche l’Italia dovrà raggiungere un traguardo: dimezzare il numero di morti e feriti per incidenti stradali” spiega Maurizio Coppo, coordinatore del Piano nazionale della sicurezza stradale per il ministero dei trasporti. “ Per riuscirci, occorre scoraggiare l’uso dell’auto. Basta un confronto. Ad Amsterdam, dove oltre il 40% della popolazione si muove in bici, ci sono 4 morti e 50 feriti ogni 100 mila abitanti. A Roma, invece, dove meno del 10% degli abitanti usa le due ruote, il numero dei morti sale a 16 e quello dei feriti a 1200”.

Meno auto, inoltre, significa meno rischi per i ciclisti: scontrarsi con un’auto che viaggia a 50 chilometri all’ora equivale a cadere da 10 metri d’altezza. Nel 75 per cento dei casi l’esito è mortale. Per cominciare, servono le piste ciclabili. Chi non vive a Modena, Rimini o Ferrara (le tre città con le piste più lunghe e meglio collegate), pedala nel traffico. “ A Bolzano, dove non c’era una tradizione ciclistica, abbiamo creato piste lungo le vecchie ferrovie e gli argini” spiga Carlo Leonardelli, dell’ufficio di coordinamento territoriale della provincia. “E oggi la pista viene usata moltissimo: nel fine settimana dai cicloturisti e tutti i giorni, dai pendolari”.

 

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