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"Prestiti personali: da 150 a 30 mila euro in tempi brevi"
 


“In poche ore siamo pronti a darti fino a 30 mila euro senza nemmeno voler sapere cosa farai con tale somma”. E’ questa l’arma vincente dei prestiti personali, la forma di credito al consumo che consente un importo variabile da circa 150 a poco più di 30 mila euro da rimborsare nell’arco di 6-48 mesi per comprare uno scooter usato, per acquistare mobili, andare in vacanza o ristrutturare case.

Uno strumento che è sempre più utilizzato (in crescita del 32,7 per cento secondo i dati Assofin nei primi sei mesi del 2004) ma soprattutto che è offerto da un numero sempre maggiore d’operatori.

Accanto alle società specializzata infatti da qualche tempo anche le banche hanno fatto l’ingresso in grande stile in questo settore, con prodotti specifici e standardizzati che stanno soppiantando il prestito ritagliato su misura per il singolo cliente o il fido del conto corrente. Una battaglia a colpi di pubblicità, di promesse allettanti e condizioni sempre più vantaggiose la durata massima del prestito in alcuni casi è passata da 60 a 72 mesi e poi 84 mesi; qualche operatore fa scattare la prima rata a sei mesi dall’erogazione; non manca nemmeno chi promette di concludere la pratica in due ore.

Insomma, sembra quasi che non si veda l’ora di prestare i soldi a chi ne ha bisogno. Peccato però che il tasso d’interesse applicato possa arrivare al 16/17% (ma non mancano formule particolarmente convenienti che si fermano al 9%) e che la pratica non sia poi così semplice. Se chiedete un prestito in banca è preferibile essere già clienti o comunque aprire un conto corrente; se non avete uno stipendio fisso (siete co.co.co per esempio) scordatevi di ottenere quanto chiedete; chi ha un lavoro temporaneo può richiedere solo un prestito con durata inferiore a quella del contratto.

Alcuni operatori escludono a priori anche chi è titolare della pensione minima, mentre tutti gli altri fortunati che vi accedono devono presentare come minimo la busta paga o la dichiarazione dei redditi, magari un preventivo di spesa e a volte anche una bolletta (pagata) di un’utenza domestica.

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