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| "Revolving card" |
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Pagare a rate senza richiedere un finanziamento, senza pratiche, senza firmare alcun modulo. Un’ opportunità a portata di mano per i titolari di una carta di credito revolving, strumento che consente di dilazionare in modo automatico il pagamento delle spese effettuate. Un televisore da 2000 euro si paga in realtà 100 euro al mese, il cappotto da 500 euro si acquista in ottobre, ma si finisce di pagarlo quando è ora di riporlo nell’armadio, le rate del souvenir scelto in estate mentre si era in vacanza all’estero terminano giusto a Natale, quando arriva la tredicesima che dà un po’ di vita al saldo del conto corrente. L’importo della rata in genere è stabilito automaticamente in relazione al saldo da rimborsare, ma il titolare ha la facoltà di modificarlo rimanendo all’interno dei valori minimi e massimi consentiti. Con una carta revolving, insomma si ha in tasca l’opportunità di accedere in qualsiasi momento a una linea di credito supplementare con un importo variabile da circa mille a più di 10 mila euro. Una comodità alla quale gli italiani ricorrono sempre di più tanto che l’utilizzo di questo strumento segna tassi di crescita dell’ordine del 30% annuo. In effetti la praticità è fuori discussione, dato che possono essere utilizzate in tutti gli esercizi commerciali convenzionati con i principali circuiti internazionali. A ben vedere tuttavia un tal grado di flessibilità e semplicità ha un prezzo da non sottovalutare. La somma da rimborsare infatti è gravata da un tasso d’interesse che, in base alla carta utilizzata, si aggira intorno al 15 per cento, ma può superare il 20 percento. Ciò spiega perché oggi le carte revolving, così come quelle che prevedono la possibilità di passare dalla “tradizionale” modalità di rimborso a saldo a quella rateale, sono offerte anche gratuitamente da un sempre maggiore numero non solo di società specializzate nel credito al consumo, ma anche dalle banche. Proprio tali tassi di interesse consigliano d’utilizzare lo strumento con moderazione. Una considerazione a cui è giunto, forse inconsapevolmente, chi ha già una di queste carte, dato che la spesa media registrata l’anno scorso è stata di 120 euro.
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