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"Risparmiare energia in casa"
 


COS’E’ L’ENERGIA

Scientificamente è “l’attitudine di un corpo a compiere un lavoro”.

La definizione è una sola ma l’energia ha forme diverse e soprattutto la capacità di trasformarsi da una forma all’altra. L’energia luminosa del sole si traduce in energia chimica grazie alla fotosintesi clorofilliana delle piante; l’energia meccanica di una bella pedalata in bicicletta si trasforma in luce mediante dinamo;

l’energia potenziale di una fragorosa cascata di acqua può essere trasformata in energia elettrica e così via.

L’unità di misura dell’energia nel Sistema Internazionale è il Joule.

La potenza invece, ovvero la quantità di lavoro nell’unità di tempo, e si misura in Watt.

L’energia elettrica che utilizziamo nelle nostre case viene contabilizzata in kWh (1000 W ogni ora di utilizzo), mentre l’energia termica si misura in Kcalorie (quantità di calore necessaria per aumentare di un grado al temperatura di un litro di acqua).

Per confrontare forme di energia diverse si ricorre al tep (tonnellata di petrolio equivalente) che rappresenta il calore sviluppato bruciando una tonnellata di petrolio.

 

Risparmiare energia in casa con il riscaldamento

Il fabbisogno termico di una abitazione può essere ridotto limitando le dispersioni di energia verso l’esterno. Il primo passo è quindi protegger bene il nostro appartamento utilizzando i sistemi isolanti più adeguati.

 

Coperture e soffitti

Devono essere ben isolati dall’esterno perché l’aria calda, più leggera di quella fredda, tende a dirigersi verso l’alto e può disperdersi all’esterno proprio attraverso le coperture. L’isolamento avviene con modalità e materiali diversi a seconda che siano piane o a falda.

Tetti piani: i materiali idonei sono in genere granulato di sughero naturale, polistirolo espanso, perlite espansa, vermiculite espansa e argilla espansa. In linea generale, conviene sempre contattare tecnici specializzati.

tetti a falda: per i sottotetti abitati, gli isolanti possono essere applicati internamente o esternamente. Nel primo caso, un feltro leggero in fibre di vetro, può essere fissato parallelamente alla pendenza del tetto. Nel secondo caso, l’isolante (tipo polietilene, fibre di legno, con fibre minerali lana di roccia, poliuretano espanso ecc…) deve essere posizionato fra la copertura dell’edificio e le tegole, con accorgimenti tecnici ce garantiscano una buona aerazione ed evitino la formazione di condense tra la struttura muraria e l’isolante.

Se il sottotetto non è abitato, l’intervento è molto semplice e può essere effettuato anche con il “fai da te”, stendendo direttamente a pavimento dei “tappeti” di fibre di vetro, di lana, di roccia, di fibre di legno o di polistirene; un alternativa può essere posare sul pavimento del solaio uno strato di calcestruzzo leggero miscelato con granuli di vermiculite o perlite.

In tutti i locali abitati ubicati all’ultimo piano o con altezza del soffitto considerevole (ad esempio vecchi edifici o palazzi antichi) è conveniente installare un controsoffitto, che oltre all’effetto isolante riduce il volume del locale e quindi l’energia necessaria per riscaldare. E’ sempre meglio che ogni intervento venga effettuato da personale specializzato.

 

Pavimenti

I casi peggiori sono i pavimenti a piano terra e quelli posti su ambienti non riscaldati. In tutti e due i casi va isolato bene il solaio prima di posare gli impianti di distribuzione dell’acqua calda ai radiatori.

 

Pareti

Le pareti esterne, soprattutto quelle esposte a nord, sono veicolo di dispersione del calore. L’isolamento dall’interno può essere effettuato incollando pannelli di polistirene, poliuretano espanso, sughero o perlinato in legno alle pareti per poi colorare o tappezzare la parete uniformandola al resto della stanza. Questa operazione comporta la rimozione di termosifoni, prese elettriche, battiscopa ecc…, ma ha il vantaggio di essere di facile esecuzione e di non richiedere mani esperte.

L’isolamento dall’esterno o “isolamento a cappotto” è sicuramente più efficace ed è da preferire assolutamente in caso di rifacimento della facciata. L’isolante viene incollato al muro esterno e rivestito con apposite malte traspiranti armate con rette di vetro da parte di imprese edili specializzate. In questo modo si eliminano tutti i punti freddi (ponti termici) e si aumenta la capacità di accumulo termico dell’edificio.

L’isolamento delle intercapedini – ove ci siano – infine è da preferire in quanto la spesa è modesta e l’intervento è conveniente ed efficace. In tal caso gli interventi possibili sono due:

  1. inserire pannelli isolanti, ad esempio di polistirene o poliuretano, all’interno dell’intercapedine;

  2. iniettare materiale isolante all’interno dell’intercapedine tipo poliuretano espanso in spray, vermiculite espansa, perlite espansa, granulato di sughero.

 

Finestre e porte

Le finestre sono la maggiore causa di dispersione di calore di un’abitazione. Conviene optare sempre per finestre con vetri doppi o tripli, e, per prestazioni ancora migliori, orientarsi verso speciali vetri basso-emissivi. Ove possibile, scegliere infissi in legno o altro materiale isolante (PVC, metallo isolato con taglio termico, ecc.).

In caso non si abbia la possibilità di sostituire gli infissi, si può migliorare la tenuta di quelli esistenti applicando delle guarnizioni di materiale isolante nei punti critici (solitamente strisce adesive di vinilgomma o polistirene). L’applicazione di tendaggi pesanti costituisce una ulteriore barriera alla dispersione del calore.

Altro elemento delicato è costituito dai cassonetti delle tapparelle che sono a diretto contatto con l’esterno. E’ inutile identificare eventuali fessure tra muro e cassonetto ed utilizzare sigillanti siliconici, adesivi, stucchi, o poliuretano in spray per chiuderle. In alternativa e/o in aggiunta si possono inserire all’interno del cassonetto dei pannelli flessibili (simili a tappeti) in materiale isolante tipo poliuretano o polietilene.

Un’attenzione particolare va rivolta anche alle porte, soprattutto quelle che mettono in comunicazione con l’esterno: applicare quindi guarnizioni ove occorre e “paraspifferi” mobili o permanenti nella parte inferiore delle porte.

 

Impianto di riscaldamento radiante

L’impianto di riscaldamento deve essere progettato in funzione delle esigenze termiche dei singoli locali.

I sistemi di riscaldamento radiante - soprattutto a pavimento – sono da preferire a quelli convettivi, tipo termosifoni, perché comportano una distribuzione di calore uniforme in tutto l’ambiente. La differenza di temperatura rispetto all’ambiente risulta modesta e tale da non innescare movimentazione di polvere. Inoltre gli impianti a pannelli radianti permettono al corpo umano di percepire un certo livello di benessere con temperature ridotti di 1-2° C rispetto a quelle di un impianto tradizionale. Combinando poi le tecnologie più avanzate dei moderni generatori di calore con il riscaldamento a pavimento, si possono raggiungere risparmi energetici dal 15% - 30% rispetto a impianti tradizionali.

 

Impianto a riscaldamento tradizionale

Se possibile, inseriamo pannelli di materiale riflettente fra i termosifoni e le pareti. Se poi si ha la possibilità di sostituirli, è meglio optare per quelli fatti con materiali che conducono bene il calore e lo mantengono a lungo: ad esempio, la ghisa è da preferire all’alluminio e all’acciaio, che si scaldano velocemente ma si raffreddano altrettanto velocemente. E’ buona norma evitare di coprire i termosifoni con tende, mobili o copri termosifoni: impediscono la libera circolazione del calore e lo spreco di calore può arrivare fino al 40%.

Per la corretta manutenzione dei termosifoni è semplice e utile rispettare alcuni piccoli accorgimenti:

  • se si dipingono i termosifoni, utilizzare vernici che non ostacolano il passaggio del calore, solitamente ben distinguibili perché riportano l’immagine di un termosifone sull’etichetta.

  • Mantenerli puliti: anche la polvere diminuisce il loro potere scaldante;

  • Se al tatto alcune parti del termosifone risultano fredde significa che ci sono delle bolle d’aria all’interno: sfiatare l’aria, che ostruisce il flusso dell’acqua, attraverso le apposite valvole.

 

Impianto di riscaldamento individuale o autonomo

Se si possiede una caldaia autonoma, tenere presente comunque che il rendimento è inferiore, in linea generale, a quello delle caldaie centralizzate. Risparmiare sui consumi di energia termica significa anche installare una caldaia di qualità e dimensionata correttamente: una caldaia poco efficiente e /o più grande del necessario spreca energia e non migliora il comfort dell’abitazione.

La tipologia di caldaia più efficiente è quella a condensazione poiché recupera il calore latente del vapore acqueo contenuto nei fumi di combustione, che di solito vengono dispersi in aria; i fumi vengono raffermati fino a che il vapore acqueo condensa cedendo il calore all’acqua che, riscaldata, affluisce nuovamente all’impianto. Il risultato è un risparmio fino al 20% del consumo di combustibile.

Per ridurre i consumi inoltre p conveniente istallare dei sensori di temperatura quali cronotermostati che permettono alla caldaia di accendersi e spegnersi automaticamente solo alla temperatura stabilita e agli oraria impostati dall’utente. In aggiunta sono disponibili sul mercato anche altri dispositivi di controllo e regolazione del riscaldamento quali le sonde termiche e le valvole termostatiche. Queste si applicano rispettivamente agli ambienti di una casa ed ai suoi corpi scaldanti (sia in caso di impianto individuale che centralizzato) e consentono di regolare la temperatura dei diversi locali in modo differenziato con notevole risparmio di energia (fino al 20% in meno nel caso delle valvole termostatiche). In particolare, le sonde termiche invece agiscono aprendo e chiudendo il circuito cui sono connessi i radiatori e consentono una regolazione automatica della temperatura in funzione di quella impostata per ciascun locale.

I modelli di radiatori più recenti sono predisposti a ricevere una valvola termostatica: in tal caso l’installazione è semplice e può essere effettuata con un costo di circa 30 euro per radiatore.

Nel caso di radiatori esistenti la sostituzione deve essere effettuata da tecnici specializzati (costo 50 euro circa per radiatore).

Altri accorgimenti molto utili sono:

  1. verificare periodicamente che la pressione di circolazione dell’acqua sia coerente con quella indicata nel manuale di istruzioni; il manometro è posto sulla caldaia.

  2. mantenere all’interno degli ambienti una temperatura non superiore a 20° C con una tolleranza di 2° C, tenendo presente che i consumi aumentano del 7-8% per ogni grado di temperatura in più.

E’ importante ricordare comunque che sulla base delle normative vigenti gli impianti di riscaldamento possono essere accesi solo in determinati periodi dell’anno e per durate giornaliere ben definite, e vanno tenuti spenti durante le ore notturne tra le 23 e le 5. eventuali deroghe sono consentite solo su ordinanza del sindaco.

 

Impianto termico centralizzato

E’ normalmente più conveniente, ha un rendimento energetico più elevato ed inquina meno.

Installando un sistema di contabilizzazione del calore è possibile ripartire equamente le spese per il riscaldamento tra i condomini, che pagheranno una quota fissa -  definita dall’assemblea condominiale e variabile comunque tra il 20 e il 50 % della spesa totale – ed una quota corrispondente al calore effettivamente usato. In questo modo l’utente ha la possibilità di scegliere le temperature e gli orari di accensione dell’impianto.

La contabilizzazione avviene attraverso una centralina collocata in uno spazio comune a cui convergono i dati di tutte le abitazioni. In molti casi, è possibile che le ditte istallatici arrivino a consegnare le tabelle con le ripartizioni delle spese per ciascun appartamento.

 

E per tutte le caldaie…

E’ indispensabile, nonché obbligatorio, per legge, effettuare una corretta manutenzione dell’impianto, che prevede la pulizia della caldaia ogni anno e il controllo dei fumi e del rendimento energetico ogni due anni. Se si mantiene il rendimento energetico dell’impianto ai massimi livelli si emettono meno sostanze inquinanti in atmosfera e si ottimizzano i consumi. Tutti gli interventi devono essere eseguiti da personale specializzato che li riporterà sul libretto di impianto.

 

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