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"Come spendere meno"
 

Risparmiare energia elettrica e ridurre il costo della bolletta si può. Basta seguire qualche piccolo accorgimento nell’uso delle apparecchiature elettriche.

Elettrodomestici – prima dell’acquisto è bene consultare le certificazioni dell’IMQ, la società che si occupa di valutare la qualità e la sicurezza dei prodotti. Ogni elettrodomestico è fornito di un’etichetta che certifica l’efficienza energetica. Le classi, stabilite dalla CE, vanno dalla A alla G: da preferire la A (o le recenti A+ , A++) indice di minor consumo. Quando non sono utilizzati è sconsigliabile tenere gli elettrodomestici in stand-by. Le apparecchiature elettroniche devono essere spente dall’interuttore generale e non dal telecomando.

Lavatrice – va sempre utilizzata a pieno carico o col programma di “mezzo carico”. E’ meglio evitare lavaggi e temperature troppo alte: si spreca energia inutilmente. E’ bene poi separare il bucato in base al tessuto e scegliere il programma adatto. I filtri devono essere in buone condizioni.

Lavastoviglie – va utilizzata a pieno carico: piatti e bicchieri devono essere prima risciacquati dai residui di cibo.

Forni – quelli a microonde consumano molto meno di quelli elettrici: sono più efficienti e cuociono in minor tempo. Utilizzati per scaldare e scongelare cibi, spesso i microonde salvano la bolletta.

Frigorifero – vanno sbrinati prima che si formino croste di ghiaccio. Il termostato deve essere regolato sul minimo: sotto i 4 gradi lo spreco di freddo e corrente è eccessivo.

Condizionatori – e’ meglio evitare di tenerli al massimo. Il condizionatore d’aria non va spento e riacceso frequentemente: è più opportuno lasciarlo funzionare in modalità automatica. E’ meglio evitare gli sbalzi di temperatura.

Scaldabagno elettrico – incide anche del 20% sul costo della bolletta. Bisogna accenderlo poco prima di usare l’acqua calda. E’ un inutile spreco di energia invece tenerlo accesso 24 ore su 24. il termostato va regolato intorno ai 40-45 gradi.

 

Gas difficile fare i conti
Quando accendiamo un fornello della nostra cucina a gas o lo scaldabagno, sappiamo quanto andremo a spendere? Nessuno lo sa, e leggere la bolletta che ci viene dal fornitore può diventare molto più complicato, anche se assomiglia a quello dell’energia elettrica. Ma mentre in quel caso si parla di Kilowatt di potenza installata e di Kilowattora consumata, qui si ha a che fare con altri tipi di misura, a cominciare dal potere calorico del gas distribuito, che varia da città a città a seconda del fornitore.

Fornitori diversi in ogni città
Il gas distribuito da Aem a Milano città ha un potere calorico di MilliJaul al metrocubo (MJ/mc) di 38,93, mentre quello distribuito da italgas Più nel quartiere di Milano Comasina e di 38,89. a Roma la stessa Italgas fornisce un poter calorico maggiore, 39,48; l’Asec di Catania fornisce un potere di 40,09, ma l’AES di Torino si tiene più bassa a 39,05.

Le quote fisse per scaglioni
Viene a questo punto un ‘altra differenza importante che incide sulla bolletta. Per esempio, la quota fissa per scaglioni in euro per cliente per anno, nel quartiere Comasina è sempre costante ed è di solo 1.20 euro qualunque sia lo scaglione di consumo.
Basta spostarsi in centro a Milano per ritrovarsi con una quota fissa di 15,96 euro d minimo per arrivare a 81 euro. Roma è ancora più cara da 18 a 62 euro per le prime tre fasce di consumo, accomunata a Torino sulla stessa base. A Catania, sarà per maggior potere calorico del gas distribuito, la quota fissa che si paga è più del doppio, andando da 36 e 156 euro.

Tariffe variabili: Catania la più cara
Vi sono poi le tariffe di distribuzione e quelle di fornitura. Anche qui a fare la portabandiera dei costi più cari è Catania, che si distingue con un costo base della tariffa di distribuzione di 0,138 euro per metro cubo, e un costo di fornitura di 0,39 per metro cubo. La più bassa tra le 4 città campione da noi scelte, sia per la tariffa di distribuzione che per condizioni di fornitura, è Milano con 0,11 euro per la prima voce, e 0,36 per la seconda.
Gli utenti del quartiere della Comasina pagano qualcosa in più con 0,12 per la distribuzione e 0,45 per la fornitura. Sulla stessa linea di 0,12 per la distribuzione si posiziona a Torino, ma con un costo inferiore, 0,37 per la fornitura. Roma infine si piazza fra le città più care con 0,14 euro per la distribuzione e 0,39 per la fornitura.

 

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