Chi siamo Esperto risponde Magazine on line Comunicati stampa Sedi regionali Downloads
Quesiti, progetti e FAQ Iscrizione Difesa consumatori Forum e Chat Links

"Spinelli: consumatori baby"
 

Dati Presidenza del Consiglio

Età media del primo contatto con sostanze stupefacenti:
- nel 1999 25-34 anni
- nel 2004 15-19 anni

Secondo il Rapporto 2005 sulle tossicodipendenze il primo contatto con la droga si ha già ad 11 anni. Nel Rapporto si afferma che a 15-16 anni l'uso non è più occasionale, aumentano quindi i consumatori-ragazzini, soprattutto di cannabinoidi. Lo spinello anni '70, inoltre, quello che conteneva una piccolissima dose di sostanze, e' sparito. Adesso, nei prodotti che vengono sequestrati, la percentuale ha raggiunto anche il 15-16%.

 

Cannabinoidi e cocaina a 11 anni? Cresce l'allarme

Aumenta la diffusione di cannabinoidi e cocaina tra i ragazzi e soprattutto diminuisce l’età della prima assunzione, sfiorando anche gli 11-12 anni. E così gli effetti sull’organismo sono molto precoci, specialmente perché si è durante la fase dello sviluppo.

“Si può innescare la nascita di disturbi comportamentali ma anche far emergere problemi psichiatrici in soggetti predisposti. Sono soggetti vulnerabili che possono subire danni alle funzioni dell’apprendimento. Non dimentichiamo mai che questi ragazzi sono nella fase della crescita”, afferma Andrea Fantoma, Direttore Generale del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, in occasione della presentazione del primo Congresso della Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD) in corso a Roma.

“Secondo i dati in nostro possesso, che sono in fase di valutazione, sostanze stupefacenti come cannabinoidi e cocaina sono più diffuse tra i maschi che frequentano la scuola e tra le femmine non scolarizzate", aggiunge Fantoma. "Per quanto riguarda i maschi, è sempre più frequente l’uso contestuale di cannabinoidi, cocaina e anche steroidi anabolizzanti, in modo particolare tra coloro i quali frequentano le palestre. E’ un fenomeno che interessa ragazzi dai 15 ai 19 anni”. Il primo contatto con la droga avviene quindi alle scuole medie e fra i 15-16 anni il consumo non è più occasionale. Si prendono i cannabinoidi ma c’è una grande differenza rispetto gli spinelli degli Anni Settanta: da una piccola dose di sostanza si è passati anche al 15-16 per cento.

Per contrastare questo fenomeno in crescita la FeDerSerD ha avviato un dialogo con il privato sociale accreditato, cioè con le Comunità Terapeutiche: “E’ un modo concreto per rispondere al calo di attenzione sulla dipendenza e così noi cerchiamo alleati”, sostiene Alessandro Coassi, presidente della Federazione. “Secondo diversi studi la predisposizione al consumo di sostanze dopanti, analogamente all’iper-reattività agli stimoli stressanti o piacevoli sarebbe legata a un cosiddetto ‘polimorfismo’ dei geni che regolano il trasporto dei neurotrasmettitori dopamina e serotonina, i messaggeri cerebrali delle nostre sensazioni emotive, gli inviati del nostro piacere indotto, stimolato. Non si tratta di una mutazione, bensì di una forma alternativa (in questo caso, più corta) dei geni, che determinerebbero una minore espressione e funzionalità del prodotto codificato”, spiega Claudio Leonardi, Presidente del Congresso e Direttore dell’Unità Operativa Complessa Prevenzione e Cura delle Tossicodipendenze ed Alcolismo dell’ASL Roma C. Preoccupano anche le conseguenze dell’uso di psicostimolanti: dopo 6 mesi di assunzione anche solo nei week end, le cellule cerebrali delle zone cognitive sono distrutte “e anche se si sospende l’uso, il recupero è basso”, conclude Leonardi.


Un dato decisamente allarmante arriva dal congresso della FeDerSerD, Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze: sarebbe scesa addirittura ad undici anni l'età del primo approccio con le sostanze stupefacenti. Il problema della droga, quindi, pare riguardare sempre più i giovanissimi, che spesso si avvicinano a sostanze come cannabinoidi e cocaina in età preadolescenziale.

Un approccio sporadico, ma che già a 15 o 16 anni può degenerare in un consumo non occasionale. Il dato è tanto sconvolgente quanto preoccupante: nella fase dello sviluppo, la droga può infatti causare dei seri problemi alla crescita dei ragazzi, innescando spesso dei problemi comportamentali, se non delle vere e proprie patologie psichiatriche nei soggetti predisposti. I danni principali possono verificarsi in merito alle capacità di apprendimento. Secondo i dati della FeDerSerD, spiega Andrea Fantoma, Direttore Generale del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio: ''sostanze stupefacenti come cannabinoidi e cocaina sono più diffuse tra i maschi che frequentano la scuola e tra le femmine non scolarizzate''. Le sostanze stupefacenti più diffuse sono i cannabinoidi, la cocaina, ma anche gli steroidi anabolizzanti. Al convegno si è poi sottolineata la differenza tra l'utilizzo attuale dei cannabinoidi e quello che si faceva con gli ''spinelli'' degli anni '70: da una piccola si è infatti passati ad una percentuale di sostanza anche superiore al 15%.

A preoccupare sono inoltre le conseguenze dell'uso di psicostimolanti: bastano 6 mesi di assunzione, anche solo nel fine settimana, per distruggere le cellule cerebrali delle zone cognitive, difficilmente recuperabili anche smettendo di utilizzarle.

 

Torna alla Home Page


I SITI DEL GRUPPO TELEFONO BLU: Telefono Blu - SOS Viaggiatore - Città Sicure - Telefono H - SOS Vacanze

Copyright © Telefono Blu SOS Consumatori 2002-2005e

free web page hit counter