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| "I tempi lunghi delle riparazioni" |
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Non c’è alcun riferimento neanche nelle raccolte degli usi delle camere di commercio, che pure potrebbero fare testo perché gli usi, in mancanza di una norma, hanno il valore di una norma. In qualche raccolta degli usi c’è in verità un accenno ai tempi di riconsegna di apparecchi radio e simili portati in riparazione, ma il problema è praticamente aggirato poiché c’è scritto che il riparatore “provvederà nel tempo compatibilmente necessario”. Somiglia molto al congruo termine della nuova garanzia europea. Il ministero delle Attività produttive potrebbe emanare una circolare per indicare un congruo termine di carattere generale, per esempio 10 giorni, ma la questione è complicata dal fatto che, secondo la norma, l’attesa “non deve arrecare notevoli inconvenienti al consumatore”. Ora, è chiaro che un’attesa di 10 o più giorni per la riparazione di un aspirapolvere o di un frullatore non comporta inconvenienti significativi per il consumatore, ma se, come si è detto, si tratta di un frigorifero, gli inconvenienti sono notevoli fin dal secondo giorno. In altri casi il congruo termine e gli inconvenienti sono pure soggettivi, in quanto c’è chi non può stare senza il televisore per 10 giorni. E’ un problema che potrà essere risolto soltanto dai giudici nelle cause, valutando di volta in volta tutte le circostanze e decidendo secondo equità e buon senso, ma non sarà facile, anche perché, almeno finora, non c’è alcun riferimento del ministero, dalle categorie della produzione e da quelle della distribuzione.
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