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| "Luci ed ombre sul turismo on line in Italia" |
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“Il problema italiano è tutto di comunicazione”, spiega l’amministratore delegato di Expedia Italia Adriano Meloni. “Le infrastrutture sono ottime, i servizi spesso migliori di quelli disponibili negli altri paesi, ma il pubblico non è ancora a conoscenza delle opportunità offerte dal turismo online. Non sa che si possono prenotare i biglietti su Internet, con vantaggi enormi”. Le percentuali fornite da studi incrociati di Phocuswright e Casaleggio & Associati sono piuttosto eloquenti. Negli Stati
Uniti, la penetrazione dei canali online nel settore del turismo ha
raggiunto il 29% nel Dopo anni di crescita impetuosa, il mercato internazionale sta affrontando una fase di consolidamento. I volumi tendono sempre al rialzo, ma i big del settore sono protagonisti di fusioni e acquisizioni che puntano a stabilizzare e dare un nuovo volto al mercato. Se Expedia rimane per ora indipendente e concentrato sul canale online, altri nomi noti di Internet come Lastminute.com e Opodo sono stati rilevati da grosse agenzie specializzate nella prenotazione turistica offline, come Sabre e Amadeus. “L’impatto dell’online sta iniziando a farsi sentire”, spiega Meloni. “Le compagnie aeree non vogliono più pagare commissioni alle agenzie di viaggi e le grandi catene di prenotazione stanno cercando di diversificare la loro offerta, entrando nel mercato su Internet”. La maturazione del settore comporta anche dei cambiamenti nella natura dei viaggi e nelle scelte dei consumatori. Innanzitutto, crolla il mito del last minute. “Qualche anno fa sembrava la parola chiave del turismo online”, dice Meloni. “Oggi non è più così. Non ha assolutamente senso attendere l’ultimo minuto, non ci sono più vantaggi concreti. Anche i clienti si sono resi conto che il vero segreto per risparmiare è prenotare in anticipo. Fissare la vacanza estiva a gennaio, per esempio ti permette di spendere anche il 50% in meno”. E le destinazioni? L’abbassamento delle tariffe e il graduale diradamento dei giorni di ferie sta modificando sia le preferenze geografiche che le tipologie di viaggio degli italiani. “Crescono le vacanze brevi”, dice Meloni, “i quattro-cinque giorni nelle grandi città, magari ripetuti nel corso dell’anno”. “Inoltre, la trasparenza dei prezzi online, la possibilità di confrontare facilmente quelli di più servizi diversi e l’aumento delle offerte sta spingendo il pubblico ad abbandonare mete storiche come Parigi, che ha avuto un vero e proprio crollo, per sperimentare nuovi orizzonti. Va fortissimo l’Europa dell’Est, da Praga a Budapest. E va molto bene anche il nord, soprattutto Copenhagen, che ha beneficiato molto dell’abbattimento dei prezzi aerei. La destinazione numero uno è però New York. Su Expedia è la più richiesta in ogni periodo dell’anno. Merito dei voli economici ma anche del dollaro debole, che permette di organizzare un soggiorno anche discretamente lungo senza spendere troppo”. |
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